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Le abitudini di utilizzo dei bagni nel Mondo. Breviario per turisti.

Spirito di adattamento, curiosità e forte senso pratico: sono queste le caratteristiche del viaggiatore, che spesso - durante i suoi spostamenti - è costretto a misurarsi con culture e abitudini molto diverse dalle proprie. Ma cosa succede quando questa diversità si riscontra nell'aspetto più intimo della vita quotidiana? Sarà capitato a molti italiani all'estero, per esempio, di trovarsi alle prese con una grande assenza nella stanza da bagno: il bidè. Ma le differenze nell'utilizzo dei bagni sono molte e rappresentano un vero e proprio punto controverso nel raffronto tra le varie culture. Dai sedili riscaldati alle diverse posizioni assunte, passando per numerose altre particolarità nell'utilizzo della stanza più segreta della casa, l'utilizzo della toilette suggerisce una grande verità: se è vero che i bisogni naturali accomunano tutto il genere umano, importanti differenze si sviluppano nel modo di soddisfarli.

Il viaggiatore occidentale rimane spesso spiazzato, per esempio, nel trovarsi davanti al classico gabinetto alla turca. Un foro contornato da un piatto di ceramica che permette di distanziare correttamente i piedi e assumere la tipica posizione accovacciata sono le caratteristiche di questa tipologia di toilette, spesso mal vista da chi ama la comoda posizione seduta offerta dalla tazza di ceramica. Eppure questo modello, diffuso soprattutto nell'America del Sud e nei Paesi Arabi, rappresenta una variante particolarmente igienica e salutare del classico modo di pensare ai proprio bisogni: impedisce ogni contatto con le superfici e agevola l'assunzione della posizione che assumeremmo in natura per evacuare. Alcuni studi dimostrano come la flessione delle gambe durante questo delicato momento, infatti, favorisca il rilassamento degli sfinteri e permetta un minore sforzo. Gli svantaggi? Sicuramente non si può approfittare del proprio momento di intimità quotidiana per sfogliare una rivista.

Se il bidè è una prerogativa tutta italiana e di pochi altri paesi occidentali (anche se, pare, il suo utilizzo va diffondendosi), il turista potrà trovarsi spiazzato dalla presenza in alcune toilette straniere di un misterioso tubo che pende accanto alla tazza. Si tratta del cosiddetto 'bum gun': collegato a un rubinetto, emette un sottile getto d'acqua che dovrebbe svolgere una funzione ibrida tra quella della carta igienica e il bidè. Lo si trova in molti paesi stranieri, come la Tunisia o la Thailandia, ed evita il consumo di carta quando lo scarico potrebbe intasarsi.

Interessante l'approccio alla questione della maggior parte dei paesi asiatici, nei quali - in fatto di toilette - non amano badare a spese. In cima alla lista dei bagni più accessoriati e costosi del mondo, infatti, si colloca sicuramente il Giappone. Qui il bagno, anche nei locali pubblici, è un vero e proprio tempio dell'igiene e del comfort. La tecnologia gioca un ruolo da padrone nel determinare le funzionalità dei bagni nipponici, nei quali non mancano sedili autopulenti e riscaldati per attutire le differenze con la temperatura del corpo, impianti audio e video per l'intrattenimento e moltissime altre comodità difficili da trovare altrove.

Per chi teme di non trovare un bagno in situazioni di urgenza, potrebbe stupirsi in paesi come Panama, Nuova Guinea ma anche nelle più vicine Alpi Svizzere. In molti luoghi naturali e addirittura in alcune delle lande più sperdute del globo, infatti, alcuni hanno pensato a come fare fronte ai bisogni universali dell'uomo attrezzando piccole cabine appartate costruite in materiali ecologici, che permettono di salvaguardare privacy e igiene nel rispetto della natura. Di fronte a tanta solerzia, colpisce come - dal lato opposto - si collochino moltissime popolazioni del tutto prive di servizi igienici e incapaci di fare fronte all'emergenza sanitaria. Secondo il Times sono circa 40 milioni le persone al mondo che non hanno l'accesso a gabinetti e sistemi fognari funzionanti: un bel numero, se si pensa che questa condizione è una delle cause principali di diffusione di numerose malattie.

Tutte queste differenze, e molte altre che rimangono nascoste nell'intimità della stanza da bagno, mostrano un inedito punto di vista sulla risposta di ogni popolo alla soddisfazione di un bisogno antico come l'uomo, ma non solo. Non è difficile, accanto agli aspetti più frivoli e divertenti, scorgere l'approccio a necessità più pressanti: il consumo di acqua e di energia, l'igiene e le emergenze sanitarie, lo spreco di risorse. E se uno stile di vita più equo ed etico iniziasse proprio da nuove abitudini quotidiane, anche nella stanza da bagno?

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